L'Italia dei bei paesaggi, rappresentati dall'arte BLUGENIO TRAVEL, UNA SMISURATA PASSIONE PER IL VIAGGIARE

  • L'Italia dei bei paesaggi, rappresentati dall'arte

L’Italia, per secoli, è stata ammirata più di ogni altra nazione dell’Occidente proprio per il suo spettacolare ed eterogeneo ambiente naturale. Quanto più ci apparirà concreta e tangibile questa nozione di paesaggio italiano come unicum invidiato in passato da tutti gli altri popoli europei (e non solo), tanto più ci renderemo conto che esiste un modo per conoscere più a fondo la sua bellezza, fino a poter risalire al suo aspetto pre-industriale, comprendendone così veramente a fondo le peculiarità e l’unicità: valori che per la nostra filosofia intendiamo testimoniare e valorizzare. Tali testimonianze si possono ricavare dall'arte che, con moltissimi quadri, ha celebrato la Nostra natura!

Il tema è ricco di opere illustri: il primo importante esempio è il ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco, dipinte da Giotto nella Basilica di Assisi oltre 710 anni or sono. In queste risalta la superiorità e la bellezza dei paesaggi di Assisi, Arezzo e del monte della Verna, che apportarono un’autentica e indicibile rivoluzione nel modo di concepire la veduta pittorica.

Come dimenticare poi i maniacali studi di Leonardo sulle gole della Valdarno, le vedute a volo d’uccello del Montefeltro che Piero della Francesca inserisce come sfondo ai ritratti di Federico duca di Urbino e sua moglie Battista Sforza, i dolci panorami collinari umbri raffigurati da Perugino e Pinturicchio e il Lago Trasimeno immortalato da Raffaello nella 'Madonna del prato', i canali e le calli veneziane riprodotti con la lente d’ingrandimento da Carpaccio?

Quando ancora i turisti non erano così tanto "social", ma veri e propri viaggiatori, acquistavano disegni, acquerelli, incisioni e tele dipinte a olio di Lorrain, Van Bloemen, Canaletto, Bellotto, Hackert, Van Wittel, Pannini, Corot, Caffi, Gigante, Corrodi e Roesler Franz. Molti di questi, pur di origini straniere, dall’Italia non si sarebbero mai più allontanati, tanto che i loro figli avrebbero naturalizzato il proprio cognome. Il paesaggio è vivo e in continua mutazione e l’arte, con la sua sensibilità, finirà sempre per generare l’idillio della natura.

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